| 10 Aprile 2010
Questo il ritornello di una vecchia canzone (n.d.r. C.Baglioni) ed altro non ci resta da dire, dato che l’incontro disputato con i pari età d’oltre manica è stato una galoppata a senso unico.
Il livello di preparazione e di affiatamento tra i reparti britannici ci ha schiacciato.
Vero è che abbiamo contrastato in maniera costante ed incisiva tutte le azioni avversarie, ma siamo caduti nella trappola dell’accatastarsi in un punto lasciando libero il solito ultimo uomo, che, iniziata la fuga, si ritrovava al fianco l’appoggio finale (dai nostri, colpevolmente, non seguito) per la concretizzazione dell’azione,.
Forse siamo stati intimoriti dalla loro rapidità d’azione, forse eravamo rintronati dalla scuola mattutina, forse pensavamo si trattasse del solito allenamento del venerdì, fatto è che siamo stati brutalizzati da un avversario veramente abile.
La prestazione dei nostri atleti è stata abbastanza buona, con i soliti in evidenza per la determinazione, grinta e volontà; ma come abbiamo più volte constatato, ciò non basta.
Nell’ottica di quanto emerso nelle settimane scorse, perché i ragazzi non tentano di verificare con l’allenatore le loro posizioni in campo, i loro ruoli – secondo le loro capacità od aspirazioni – la loro opinione circa il gioco espresso ?
Comunque vadano le cose prendiamo atto di quanto visto in campo ed auguriamoci d’aver appreso quel qualcosa in più che ci consenta di proseguire “ per aspera ad astra”.
Gambadilegno


































